Il dottorato di ricerca di area Education in Italia: scenari, trasformazioni, prospettive

Autori

DOI:

https://doi.org/10.24452/sjer.48.1.8

Parole chiave:

Dottorato di ricerca; professionalizzazione; ricerca empirica; formazione; employability.

Abstract

Negli ultimi anni, le esigenze della knowledge economy e le trasformazioni globali della Higher Education hanno indotto cambiamenti sostanziali nel dottorato italiano. Da un modello «tradizionale», monodisciplinare, volto a formare future ricercatrici e ricercatori e rivolto a pochi individui che imparavano grazie all’affiancamento di un «maestro», si sta passando ad uno più «moderno», interdisciplinare, connesso con realtà produttive e di servizi, rivolto a più soggetti e incentrato su una formazione attenta all’employability. L’analisi desk dei 62 dottorati di area Education mostra una situazione ancora molto eterogenea; la professionalizzazione ha importanza e spazio crescente ma le strategie per perseguirla risultano molto diversificate e diffuse a macchia di leopardo.

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Biografia autore

  • Cristina Lisimberti, Università Cattolica del Sacro Cuore

    Cristina Lisimberti, dottore di ricerca in Pedagogia, è professoressa associata di Pedagogia Sperimentale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. I suoi interessi di ricerca includono: la formazione e la professionalizzazione di insegnanti, educatori e pedagogisti, anche con specifico riferimento al dottorato di ricerca; la ricerca empirica, la valutazione e la valutazione di impatto come strumenti a supporto delle pratiche e dei contesti educativi; l’orientamento come strategia per promuovere il successo formativo e il contrasto alla povertà educativa.

    Dipartimento di Pedagogia, Università cattolica del Sacro Cuore

    Largo A. Gemelli, 1 - 20123 Milano

    E-Mail: cristina.lisimberti@unicatt.it

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Pubblicato

2026-05-29

Come citare

Lisimberti, C. (2026) “Il dottorato di ricerca di area Education in Italia: scenari, trasformazioni, prospettive”, Rivista svizzera di scienze dell’educazione, 48(1), pp. 82–98. doi:10.24452/sjer.48.1.8.